É l'asse portante della Verona moderna, la via dei palazzi per eccellenza. Li ornano grandiosi portali, balconi traforati, decori classici, eleganti satue, belle inferriate.
Al n. 2 si trova palazzo Carlotti; palazzo Carnesali, al n. 5/9; palazzo Medici, al n. 10; palazzo Scana-Gatti Gobbetti al n. 1; palazzo Bevilacqua del Sammicheli è al n. 19; di fronte il delizioso tempietto romanico di San Lorenzo, di eccezionale fascino, leggermente arretrato rispetto alla strada, raggiungibile passando sotto un arco gotico con la statua del santo.
Purtroppo essendo ai più sconosciuto e poco visitato, spesso è chiuso.
Proseguendo sul corso Cavour, incontriamo palazzo Gemma; palazzo Marioni-Muselli, con i suoi altissimi camini a forma di castello; palazzo Canossa del Sammicheli.
Al piano nobile e dipinta una scena di cani in corsa, simbolo della famiglia. Bello il monumentale atrio e il cortile interno con magnifico panorama sull'Adige.
In fondo al corso si porge sul fiume con tutta la sua possenza di edificio militare, il Castelvecchio con il bellissimo ponte medioevale, di grande effetto, soprattutto quando è illuminato.
Cansignorio della scala fece costruire il maniero per garantirsi un rifugio estremo e una via di fuga verso la Germania.
Oggi sede del Museo d'Arte è stato restaurato da Carlo Scarpa che si ispirò a criteri storici nella parte della reggia e intervenne con maggior libertà nella zona del cortile. La statua equestre di Cangrande, con le labbra arcuate in un sorriso beffardo, (anche questa statua come S. Zeno è diventata il simbolo di Verona) ci coglie di sorpresa, proiettandosi a sbalzo nel passaggio tra la Porta del morbido e il Mastio.



