E' uno dei più sfavillanti palazzi della città e teatro di antichi e celebrati fasti. Fu costruito da Giovan Francesco Labia, ricco mercante d'origine catalana, che, nel 1646, dopo aver sborsato trecentomila ducati per ottenere l'iscrizione al patriziato veneziano, volle, secondo l'uso, costruirsi una sontuosa dimora per sancire l'entrata nel Libro d'Oro della nobiltà. La Repubblica con quei soldi fu felice di poter finanziare la guerra contro Candia. Di incerta attribuzione, e risalente a diverse fasi costruttive, risulta la complessa architettura del palazzo nascosta dietro i tre diversi prospetti: più semplice e legato alla tradizione veneziana quello verso il campo San Geremia; articolatissimi quelli lungo i canali composti da un numero altissimo di finestre ossessivamente riquadrate da lesene, cornici e specchiature. La particolarità del palazzo è tuttavia costituita dallo spazio cubico del salone monumentale, che fu completamente affrescato da Giovan Battista Tiepolo. Si tratta di uno dei capisaldi della pittura veneziana del XVIII secolo, dove una fenomenale "quadratura" illusionistica di finti loggiati, fa da sfondo alle vicende più importanti della vita di Cleopatra. L'allegoria, ambientata in una opulenta Venezia di metà Settecento, tende ad esaltare allegoricamente la storia degli stessi committenti. In anni più vicini, alcuni ricordano ancora il favoloso "Gran Ballo" che il misterioso miliardario argentino de' Bestengui offrì in questo suo palazzo, prima che fosse venduto come sede di rappresentanza per istituzioni pubbliche.



