E' la cristallizzazione del sogno delicato e seducente di Venezia e, al tempo stesso, il capolavoro delle maestranze lombarde operanti all'inizio del XV secolo. Alla Ca' d'Oro l'architettura si smaterializza in luce e colore: la trasparenza della facciata, il traforo degli elementi scultorei e il gioco dei contrappunti coloristici dei marmi preziosi riflessi dalla superficie del Canal Grande suscitano immediate fantasie bizantine.
L'edificio fu da subito conosciuto con il nome di Ca' d'Oro per via della forte lumeggiatura ad oro che ricopriva gran parte della decorazione scultorea esterna, secondo le precice disposizioni del committente Marino Contarini, il quale dichiarò; di volersi costruire la casa più; ricca e bella della città;. Il tempo e le pesanti manomissioni pur cancellando ogni traccia di queste dorature, non ne hanno diminuito la bellezza. Tuttavia, i continui passaggi di proprietà; del palazzo lo avevano ridotto quasi un rudere, fino a che il principe russo Aleksandr Trubeckoij, in uno slancio romantico tipico dell'Ottocento, acquistò; il palazzo per regalarlo alla famosa ballerina Maria Taglioni. In questa occasione fu avviato uno sciagurato ammodernamento delle strutture. Qualche tempo dopo, la proprietà; passò; al conte Giorgio Franchetti, che spese la tutta la vita e le proprie finanze per recuperare le opere d'arte originarie che erano state disperse nei secoli. Per opera sua i marmi della facciata, la corte interna con la scalinata e la straordinaria vera da pozzo, ritornarono nella collocazione originaria. Nel 1916, la proprietà; fu donata allo Stato che vi stabil“, a partire dal 1927, la "Galleria Giorgio Franchetti". Ultimamente la Sovrintendenza ne ha curato, con successo, il restauro architettonico. All'interno della Galleria si conservano importanti opere venete, lombarde e toscane del XV e XVI secolo, tra gli altri il San Sebastiano del Mantegna, la Venere allo specchio di Tiziano e l'Annunciazione e il Transito di Vittore Carpaccio. Vi si conservano anche famose medaglie ed una eccezionale collezione di bronzetti e statue rinascimentali, oltre a rari arredamenti veneziani, tra cui la scala lignea quattrocentesca che conduce al secondo piano.



