La Basilica di San Marco si trova a Venezia, nella storica piazza San Marco, una delle più famose e belle piazze del mondo, nel cuore della città dei dogi.
E’ stata il cuore della vita religiosa e civile della città, il luogo dove si consacrava e acclamava il doge e in cui si radunava il popolo nei momenti di gioia o di pericolo. Un tempo cappella dei dogi e chiesa ufficiale della Repubblica, nel 1087 divenne cattedrale nonché sede del vescovo, che a Venezia ancora oggi si fregia del titolo orientale di patriarca. Tuttora è il centro della vita veneziana (vicino, si trovano palazzo Ducale, il campanile di San Marco e, sotto i portici, caffè storici ed eleganti negozi) e simbolo della storia e della sua potenza passata.
Perché visitarla
E’ uno dei siti italiani più visitati e ammirati al mondo. Venezia e tutta la sua laguna sono stati dichiarati dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità. San Marco è una chiesa unica, massima espressione dello stile bizantino-romanico nonostante i numerosi rimaneggiamenti e le diverse confluenze artistiche.
Descrizione della Basilica di San Marco
La basilica intitolata al santo patrono di Venezia fu iniziata nel nono secolo, quando si decise di erigere un luogo di culto degno di accogliere le spoglie dell’evangelista Marco, traslate in laguna da Alessandria d’Egitto nell’828. Doveva essere l'orgoglio della città, tanto che il doge Domenico Selvo (1071-1084) chiese ai mercanti veneziani di portare dall'Oriente marmi e intagli per la sua decorazione. Nascevano così i mosaici delle cupole e delle volte. Fu consacrata nel 1094. La facciata è monumentale, e ad arricchirla ci sono - sulla terrazza, ottimo belvedere su piazza San Marco - i quattro cavalli in bronzo dorato, copie peraltro di quelli giunti da Costantinopoli nel 1204 (gli originali, alla Galleria di San Marco). L’interno, a tre navate, presenta degli avvallamenti nel pavimento: l’edificio è in un continuo assestarsi sulle palafitte, su cui è costruita tutta Venezia. L’altare maggiore conserva l’urna con il corpo di San Marco, visibile dalla grata. Dietro l’altare maggiore, la Pala d’oro: tempestata di 1200 gemme e 1300 perle, oltre a zaffiri, smeraldi, granati e smalti, è un capolavoro dell’oreficeria bizantina e veneziana del Trecento. Il suo valore è inestimabile. Preziosissimo infine il Tesoro di San Marco, una delle collezioni di arredi di culto e reliquie (proveniente da Costantinopoli) tra le più ricche d’Italia.
Curiosità
I mosaici sono i protagonisti di San Marco: realizzati tra l’undicesimo e il diciasettesimo secolo, raccontano per intero l’Antico e il Nuovo Testamento, dalla creazione del mondo all’Apocalisse. Sono estesi su una superficie di 4000 mq, rivestono pareti, volte e cupole dando alla basilica quella luminosità dorata davvero unica. In un primo momento, furono abili artigiani bizantini e veneziani, dal Mille al Trecento, a decorare pareti e cupole. Poi, tra il 1500 e il 1600, furono in parte rifatti sulla base di cartoni disegnati, tra gli altri, da Tiziano, Tintoretto e il Veronese. E la differenza si nota: nel primo caso, l’oro è l’anima del mosaico; nella seconda fase, invece, viene usato come semplice riempitivo. Tra i più antichi, quelli delle pareti delle navate minori e quelli delle cupole. Ma sono i mosaici dell’abside i più vecchi della basilica. Sui quattro cavalli bronzei regna il mistero, le loro origini rimangono oscure: forse vennero fusi in Grecia tra quarto e il terzo secolo prima di Cristo, oppure risalgono all’epoca romana (quarto secolo). Quel che è certo che è giunsero direttamente dall’ippodromo di Costantinopoli come bottino durante la quarta crociata. Un’ultima notizia: il leone alato, che Venezia adottò come stemma anche nei suoi possedimenti in terraferma e lungo il mar Adriatico, è in realtà il simbolo di San Marco.
Informazioni e consigli utili
Nei periodi classici di vacanza (estate e ponti festivi), c’è il rischio di lunghe code per visitare la basilica. Pertanto, meglio scegliere la bassa stagione. Una curiosità: i mosaicisti del passato si sono divertiti con la luce. Giocando, infatti, con il diverso orientamento del sole nelle ore della giornata, cambia anche la luminosità delle tessere dorate. In questa maniera, ogni mosaico, anche se per poco, si “accende”. Un continuo mutare di chiaro-scuri di notevole suggestione. La basilica è un luogo di culto: chi la visita deve indossare quindi un abbigliamento consono e mantenere un comportamento adeguato. Il Museo di San Marco, la Pala d’oro e il Tesoro sono visibili a orari fissi, che cambiano a secondo della stagione: è bene quindi informarsi.



