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Chiese di Venezia

Chiesa di San Giorgio Maggiore

La chiesa di San Giorgio Maggiore rappresenta la prima occasione di Andrea Palladio per la progettazione integrale di uno spazio destinato ad una chiesa: il risultato raggiunto costituisce un traguardo assoluto nell'architettura occidentale. Committenti della chiesa furono i ricchi monaci benedettini della congregazione cassinese di San Giorgio, che qui ebbe la propria casa madre, per i quali Palladio aveva già realizzato il monumentale refettorio (vedi Fondazione Giorgio Cini). Questo edificio sacro fu iniziato nel 1566 e completato nel 1611, trent'anni dopo la morte dellarchitetto, con ogni probabilità rispettando il progetto del maestro. La monumentalità dell'insieme, raggiunta con una perfetta assimilazione dei principi dell'architettura classica, tiene ben conto della privilegiata posizione scenografica come fondale del Bacino di San Marco. La stessa composizione della facciata a più ordini architettonici in diversi rapporti proporzionali sarà profetica per tutta la successiva architettura religiosa. La planimetria della chiesa sfrutta, con grande libertà e capacità di controllo, la fusione di varie tipologie, da quella centrale cupolata con bracci equidistanti a quella basilicale a più navate: oltre il presbiterio, spettacolarmente posto dietro una transenna di colonne, si trova un ampio e elegantissimo coro per i monaci invaso dalla luce (magnifici gli stalli intagliati). Gli effetti luministici sono parte integrante della volontà compositiva e tutto l'interno è dominato dall'intensa luce bianca che penetra attraverso le molteplici finestre termali riflettendosi sui nodi strutturali dei pilastri e delle volte. L'assolutezza di questa architettura lascia poco spazio alle altri arti: vanno segnalate le importanti tele di Jacopo Tintoretto nel presbiterio e, nella sala del Conclave, il San Giorgio che uccide il drago di Vittore Carpaccio. Indimenticabile la vista panoramica dalla cima del moderno campanile (1791), alla quale si accede tramite un ascensore.


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